Il corpo pneumatico

Nell’articolo Eschaton, ho riportato una citazione di Antonella dal suo volume Mistica e coscienza, in cui si fa riferimento al corpo pneumatico. Riporto qui il riferimento:

Il corpo pneumatico si sviluppa all’interno del corpo psicosomatico via via che questo si libera da tutti gli attaccamenti e vincoli che lo legano, come si può riscontrare nei santi.

L’espressione corpo pneumatico (σῶμα πνευματικόν in greco) ha radici profonde nella tradizione teologica cristiana, ed è stata utilizzata in vari contesti da figure chiave della teologia, in particolare da San Paolo nelle sue lettere e dai Padri della Chiesa. Trovo sia un concetto molto interessante, vediamo allora alcuni dei principali riferimenti e come alcuni autori hanno utilizzato o elaborato questo concetto.

A pagina 95 di Mistica e coscienza, in riferimento alla dicotomia carne-spirito e carne-peccato in cui Antonella enfatizza che il problema non risiede nel corpo in quanto tale, ma nella direzione che la psiche assume quando è dominata da uno “spirito oscurato” dominato da una volontà di opposizione ed egoica, Antonella cita San Paolo, il quale contrappone l’uomo psychikòs all’uomo pneumatikòs. È fondamentale ribadire che questa non è una distinzione ontologica (cioè tra due tipi di esseri umani), ma esistenziale (cioè tra due modi di vivere).

Vediamo come queste espressioni come appaiono in San Paolo nella prima lettera ai Corinzi, 1 Corinzi 2:14-15:

“L’uomo naturale (anthropos psychikòs) però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. L’uomo spirituale (anthropos pneumatikòs) invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno”.

Paolo non sta dicendo che esistono due categorie fisse di uomini, alcuni destinati a essere psichici e altri pneumatici. Piuttosto, descrive due modi di esistere, che dipendono dall’accoglienza o meno dello Spirito di Dio. Con anthropos psychikòs Paolo intende l’uomo dominato da emozioni egoici, prigioniero di una volontà di contraddizione; anthropos pneumatikòs invece denota l’uomo rinnovato, illuminato dallo Spirito di Cristo. Ogni credente, attraverso il battesimo e l’azione dello Spirito, è chiamato a passare dalla condizione di uomo psichico a quella di uomo pneumatico. La contrapposizione tra uomo psichico e uomo pneumatico in 1 Corinzi 2:14-15 mette in luce la necessità della grazia divina per la comprensione delle verità spirituali. L’uomo, con le sue sole forze, non può raggiungere la conoscenza di Dio.

A questo riguardo vorrei sottolineare che altri riferimenti importanti nella stessa lettera di San Paolo si trova in 1 Cor 15,44-49, dove Paolo distingue tra:

  • corpo psichico (σῶμα ψυχικόν): il corpo terreno, legato alla dimensione terrena e psichica
  • corpo pneumatico (σῶμα πνευματικόν): il corpo trasfigurato dalla grazia e dallo Spirito Santo, il corpo risorto cioè trasformato dalla potenza dello Spirito, pienamente conforme all’immagine di Cristo risorto.

Vediamo più da vicino la dialettica paolina. Il sòma psychikòn ri riferisce al piano psichico, emozionale, che investe la volontà. La realtà psichica, dominata da uno spirito d’inganno, viene guarita, purificata quando sottoposta all’azione dello Spirito Santo, dando forma a un corpo spirituale, santificato, partecipe della vita dell’uomo nuovo, del Risorto. Interessante notare come Paolo introduca questa distinzione in quel passaggio in cui fa riferimento alla resurrezione della carne. “Il senso spirituale del dogma della risurrezione della carne rimanda al processo di purificazione e santificazione che opera lo Spirito già nella vita terrena, non allude solo al post mortem” (Antonella Lumini, Mistica e coscienza, p. 85-86). Lo Spirito purifica la psiche, guarendola dalle sue ferite e orientandola verso il bene. Questo processo di purificazione e santificazione coinvolge l’intero essere umano, corpo, psiche e spirito, e culmina nella risurrezione, quando il corpo psichico viene pienamente trasformato a immagine di Cristo.

La dialettica paolina tra uomo psichico e uomo pneumatico è fondamentale per comprendere la sua visione dell’uomo e della salvezza, e abbiamo visto come Antonella riprenda questa distinzione in Mistica e coscienza. Non si tratta di una condanna della dimensione corporea o psichica, ma di un invito alla trasformazione interiore operata dallo Spirito Santo, che conduce alla piena realizzazione dell’uomo nuovo in Cristo. La risurrezione della carne è l’ingresso in una nuova forma di esistenza, pienamente spirituale e gloriosa, che inizia già in questa vita attraverso l’azione dello Spirito.

Vorrei sottolineare come proprio in 1 Cor 15,44-49 Paolo utilizzi l’espressione primo Adamo e secondo Adamo, che abbiamo già approfondito (vedi articolo Evoluzione spirituale e stati di coscienza). Quindi la distinzione tra uomo psichico e uomo pneumatico si inserisce all’interno della discussione della resurrezione della carne e del primo Adamo e secondo Adamo. L’uomo psichico (legato al primo Adamo, terreno e mortale); l’uomo pneumatico (Cristo, il nuovo Adamo, spirituale e glorificato). Il secondo Adamo, Cristo, è spirito vivificante (pneuma), che introduce una nuova condizione esistenziale: quella del corpo pneumatico, libero dalle limitazioni egoiche e psichiche, e partecipe della vita divina. Antonella spiega come questa duplice immagine rappresenta il cammino della coscienza umana. Il corpo pneumatico inizia a formarsi già ora, nella misura in cui lasciamo che l’azione dello Spirito Santo trasfiguri il nostro essere interiore. In questa prospettiva, Paolo non parla solo di un evento escatologico futuro, ma introduce una visione di evoluzione spirituale che si sviluppa già nella vita presente.

Dal mio punto di vista, nel pensiero di Antonella, questa dinamica paolina si inserisce perfettamente nella visione della trasformazione interiore e del cammino verso una coscienza più profonda e risvegliata. L’uomo psichico rappresenta la condizione di separazione, di attaccamento all’ego e al mondo materiale;l’uomo pneumatico riflette la coscienza cristica, capace di vivere in armonia con il divino, sperimentando l’unità con Dio già nello spazio-tempo. La trasformazione dell’Adamo psichico in Adamo pneumatico è il cammino stesso della vita spirituale.

La distinzione tra uomo psichico e uomo pneumatico non si limita alla teologia di Paolo, ma apre a una riflessione che attraversa i secoli, arricchita da teologi e mistici. L’umanità è in costante evoluzione spirituale: ogni persona è chiamata a morire all’Adamo vecchio per rinascere nell’Adamo nuovo, Cristo. La resurrezione, in questa prospettiva, non è solo la promessa di un corpo glorioso futuro, ma una realtà in divenire che trasfigura l’intero essere umano, qui e ora.

L’idea del corpo pneumatico, introdotta da Paolo, ha avuto un’influenza significativa sulla letteratura patristica, venendo ripresa ed elaborata in modi diversi. È importante notare che non esiste una dottrina uniforme sul corpo pneumatico tra i Padri della Chiesa, ma piuttosto una varietà di interpretazioni che si sviluppano nel corso dei secoli. I Padri sottolineano la continuità tra il corpo attuale e quello risorto, ma anche la sua radicale trasformazione. Il corpo pneumatico non è un corpo diverso, ma lo stesso corpo trasfigurato dalla potenza dello Spirito.È importante notare che la riflessione patristica sul corpo pneumatico è stata influenzata anche dalle categorie filosofiche del tempo, in particolare dalla filosofia neoplatonica, che distingueva tra il mondo materiale e il mondo spirituale. Tuttavia, i Padri hanno sempre cercato di integrare queste categorie con la rivelazione biblica, evitando di cadere in interpretazioni dualistiche o gnostiche. La letteratura patristica offre una ricca e complessa riflessione sul corpo pneumatico, che ha contribuito in modo significativo alla comprensione della dottrina cristiana sulla risurrezione. Pur con diverse sfumature e accenti, i Padri hanno costantemente affermato la realtà della trasformazione del corpo in una nuova forma di esistenza, spirituale e gloriosa, a immagine di Cristo risorto. Ecco alcuni esempi di come questo concetto è stato trattato:

  • Ireneo di Lione (II secolo): Ireneo, uno dei primi grandi teologi cristiani, elabora l’idea del corpo pneumatico nel contesto della salvezza e della resurrezione. Egli insiste sul fatto che la “carne” viene redenta e trasfigurata dallo Spirito di Dio. Nella sua opera Adversus Haereses (“Contro le eresie”), Ireneo critica le correnti gnostiche che disprezzano il corpo fisico e sostiene che l’intero essere umano – corpo, anima e spirito – partecipa alla salvezza. Per Ireneo, il corpo pneumatico è il corpo glorificato che vive nella piena comunione con Dio.
  • Origene (III secolo): Origene, uno dei più importanti teologi della Chiesa antica, sviluppa una concezione del corpo spirituale che emerge come risultato di un lungo processo di purificazione e ascesa interiore. Secondo Origene, il corpo pneumatico è il corpo che partecipa della resurrezione; si libera dalle passioni e dalle inclinazioni terrene; viene modellato dalla grazia e dalla luce divina. Origene parla della trasformazione progressiva del credente, sottolineando come la materia stessa possa essere trasfigurata dall’azione dello Spirito Santo.
  • Sant’Agostino d’Ippona: il concetto di corpo glorificato si inserisce all’interno della sua riflessione sulla resurrezione della carne e sulla trasformazione finale dell’essere umano. Agostino affronta questo tema principalmente nella sua opera De Civitate Dei (“La città di Dio”), dove descrive il destino ultimo dell’umanità redenta e il compimento della creazione in Dio. Agostino chiarisce che la resurrezione non comporterà la perdita della corporeità, ma la sua trasfigurazione. Il corpo sarà lo stesso di prima, ma totalmente rinnovato, redento e reso conforme al corpo glorioso di Cristo risorto. Il corpo sarà spirituale, non perché cesserà di essere corpo, ma perché sarà sottomesso interamente allo spirito. (De Civitate Dei, XXII, 21). Il corpo glorificato sarà radioso e luminoso, rispecchiando la gloria divina.Questa trasformazione riflette l’idea che il corpo diventa trasparente alla luce dello spirito, i corpi risorti condivideranno la pienezza della gloria divina.
  • San Tommaso d’Aquino: nella Summa Theologiae, Tommaso approfondisce in modo sistematico la natura del corpo risorto, chiarendo che si tratta di una trasformazione profonda del corpo, che diviene conforme al corpo glorioso di Cristo. San Tommaso identifica quattro qualità principali che caratterizzeranno il corpo glorificato, basandosi sulla Prima Lettera ai Corinzi (15,42-44) e sull’analisi teologica dei Padri della Chiesa: stato di incorruttibilità deriva dalla piena comunione con Dio, che elimina ogni forma di disordine (impassibilitas); il corpo glorificato splende di luce e bellezza, riflettendo la gloria dell’anima, luminosità segno della trasparenza dell’anima redenta (claritudo); libero dai vincoli fisici (agilitas); il corpo sarà raffinato e spiritualizzato (subtilitas).
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