Lo sguardo dell’Infinito-Eterno

Quanto segue è una mia rielaborazione di alcune riflessioni offerte da Antonella durante i suoi seminari.

L’anima risvegliata aspira a ritornare verso l’Origine.

Attraverso Maria di Nazareth, l’umanità dice il suo “sì”, acconsente ad accogliere in pienezza lo Spirito Santo, e in questo consenso si innesta la generazione divina nella natura umana. Con l’umanità di Gesù irrompe nel mondo lo Spirito: la coscienza, ormai matura, si dilata nell’Io Sono, impara a vedere con lo sguardo dell’Infinito-Eterno.

La Resurrezione esprime questo stato dell’essere, quando la coscienza umana è assimilata alla coscienza divina. Spazio e tempo sono strumenti preziosi attraverso i quali avvengono la maturazione e la crescita. Sono la nostra opportunità di realizzare il nostro mandato, il nostro nome.

Solo l’Eternità è la vera percezione della Vita. L’umanità che si volge verso la coscienza dell’Io Sono si innesta nell’Infinito, ed entra nell’eterno presente.

Quando la coscienza si apre a questa visione piena, nasce uno stato nuovo dell’essere: la Resurrezione.

La Resurrezione è lo stato della coscienza che coincide con l’Io Sono, la coscienza del Cristo, in cui tutto converge e tutto è connesso. Perché io vivo e voi vivrete (GV 14,19).

È la morte di uno stato che si dissolve per aprirsi a un altro stato: il Regno dei Cieli.

L’umanità è chiamata a risvegliare la memoria dello stato più profondo dell’essere, a ritornare nella Luce: nell’immersione della luce nella Luce.

Questo è il cammino mistico: verso la pienezza della Luce. Solo chi ha fiducia nella Luce può attraversare il buio senza temerlo.

La fede è abbandono totale all’Ordine divino, alla spinta dell’Amore che pervade l’universo e la vita umana.

Guardare fino in fondo, senza paura. Morte del’io egoico, morte mistica: la povertà evangelica.

La Resurrezione è lo stato dell’essere in cui tutti gli stati precedenti si dissolvono, e la vibrazione della materia ritorna alla purezza originaria.

Il risveglio dell’umanità alla vita eterna, vivere l’eterno già nel tempo. Il Regno dei Cieli.

Gesù a Marta davanti alla tomba di Lazzaro:

Io sono la resurrezione e la vita;
chi crede in me, anche se muore, vivrà;
e chiunque vive e crede in me
non morirà nell’eterno
(Giov 11, 25-26)

L’espressione anche se muore si riferisce alla morte fisica ma anche a coloro che attraversano la morte dell’ego (vedi chi perde la propria vita). “Non morirà nell’eterno”: nell’Eterno presente di Dio, la coscienza risvegliata rimane radicata nella Vita che non ha fine.

La Buona Novella annuncia il risveglio dell’umanità alla vita eterna

(Antonella Lumini, Dio è madre, p. 164)

Accogliere lo Spirito significa permettergli di penetrare nel profondo del nostro essere, là dove siamo più vulnerabili e, al contempo, più ricettivi alla grazia. È in questo spazio di apertura e di fiducia che lo Spirito opera, rinnovandoci a immagine dell’amore divino. Siamo chiamati a diventare strumenti dello Spirito incarnando la forza dell’amore, cedendo ad essa, accogliendola senza più resistenze egoiche. Senza maschere. Senza scarto. Traspareneza totale. Quando le barriere cadono, le difese si dissolvono, diveniamo un canale libero e ricettivo attraverso cui la luce dello Spirito può fluire e manifestarsi nel mondo.

Per una mistica incarnata.

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