Trasmissione della vita del Risorto

Essere il corpo vivente del Risorto. L’apostolicità come partecipazione alla vita di Cristo.

Gesù che consegna se stesso, i credenti che consegnano Cristo al mondo, il passaggio della vita divina da persona a persona.

Il Corpo, la comunità dei credenti e il corpo mistico dei Santi, che continua Cristo. Lasciare trasparire Cristo, il corpo di Cristo nella storia.

La Resurrezione continua, Antonella insegna che si tratta di un dinamismo sempre in atto. La Vita passa dal Padre al Figlio, dal Figlio agli apostoli, dagli apostoli ai credenti, dai credenti al mondo, e attraversa la morte.

Vi ho trasmesso (παρέδωκα) quello che anch’io ho ricevuto (παρέλαβον)” (1 Cor 15,3).

La fede nasce da un duplice movimento: ricevere e consegnare. L’apostolicità è una successione vitale. Ciò che passa da una generazione all’altra è la partecipazione alla stessa Vita del Risorto.

L’apostolo, il credente, trasmette una forma di vita. “In lui era la vita [eterna]”. La continuità della vita del Logos.

La sua Vita continua ad assumere carne. Ogni santo diventa un nuovo luogo nel quale Cristo continua ad essere visibile.

Giovanni usa il presente, Gesù dice: “Chi ascolta la mia parola ha la vita eterna”.

La risurrezione non è semplicemente un evento escatologico, ma un nuovo modo di essere uomo e donna. Cristo viene a inaugurare un’altra umanità, l’uomo nuovo (San Paolo).È un uomo che partecipa della Vita stessa del Risorto.

Se la Vita è una sola, allora tutti coloro che partecipano della Vita partecipano gli uni degli altri. La comunione dei santi è anzitutto una comunione ontologica, vivono della stessa Vita. È quasi come il sangue che circola nello stesso corpo, per questo Paolo insiste tanto sul Corpo.

L’apostolo genera, l’apostolicità come fecondità.

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