Antonella mi disse tempo fa:
“Il cristianesimo è una religione apostolica non solo perché trasmessa dai 12 apostoli, ma trasmessa da tutti coloro che l’hanno ricevuta, ne hanno cioè fatto esperienza e che quindi a loro volta la possono consegnare”.
“Corpo e sangue di Gesù sono proprio i credenti e che la fede trasforma perché la testimonianza alla fine avviene attraverso un cristianesimo incarnato”.
Il cristianesimo è una religione apostolica non soltanto perché la sua origine storica risale ai Dodici apostoli, ma perché è fondato su un movimento continuo di ricezione e consegna. Gli apostoli hanno ricevuto Gesù e la vita eterna; ne sono stati trasformati e, proprio perché ne hanno fatto esperienza, hanno potuto trasmettere ad altri. Da allora, la fede cristiana vive attraverso questa catena ininterrotta: ciò che è stato ricevuto viene consegnato perché possa diventare vita anche nei nostri fratelli e sorelle. La verità apostolica deve diventare esperienza incarnata: deve scendere dalla parola alla vita, dalla dottrina al corpo, dalla memoria di Cristo alla sua presenza vivente nel credente.
Ogni cristiano è chiamato a diventare apostolo: perché lasci passare attraverso di sé ciò che ha ricevuto. L’apostolo consegna una vita dalla quale egli stesso è stato raggiunto e trasformato, la parola annunciata ha preso carne nella sua esistenza.
San Paolo dice: “Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo” (1 Corinzi 10,17).
Il corpo ricevuto diventa il corpo vissuto. Lasciare trasparire Cristo. La trasmissione apostolica è quindi una consegna che passa da una vita trasformata a un’altra vita.
“La resurrezione di Lazzaro esprime il risveglio dallo stato di morte spirituale, il ritorno a una vita rinnovata dallo spirito, allude alla resurrezione della carne, a quella dinamica di trasformazione e pu rificazione che la pienezza umana di Gesù attiva come potenzialità di ogni essere umano. poi antonella fa un parallelismo con il mito della caverna di platone e conclude (Antonella Lumini, L’eterno nel tempo, p.9).
Antonella sottolinea che Lazzaro riprende la sua vita terrena, esce dal luogo dei morti per ritornare nella vita incarnata. Gesù Risorto invece sfonda la caverna in avanti, riprende un corpo, ma un corpo di luce, trasfigurato. La resurrezione di Gesù spalanca il muro della morte, rompe l’involucro che chiude una prospettiva e ne apre un’altra.
“La resurrezione della carne riguarda la redenzione, quel processo attraverso cui la vita terrena, aprendosi all’azione dello Spirito, comincia a partecipare della vita del Risorto” (Mistica Incarnata, Antonella Lumini. p. 126).
Resurrezione della carne vuol dire che tutto quanto giace nella morte, morte spirituale, che torna alla vita.
p. 150: Il Regno è la comunione dei santi, un corpo vivente, il corpo dell’umanità risorta. Divenire cittadini e cittadine del Regno significa partecipare qui e ora della comunione dei santi, vivere la resurrezione della carne. La resurrezione è una dinamica in atto che spinge la creazione oltre il tempo e lo spazio, che preme l’umanità ad assumere le coordinate dell’infinito eterno.
Croce e resurrezione sono un atto unico. Questo il mistero che la morte/resurrezione di Cristo rivela. L’Uomo Nuovo matura all’interno del genere umano, corrisponde all’attualizzarsi di ogni potenzialità. Levità della grazia che vince la morte, potenza irradiante della resurrezione.
“Io sono la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà (Gv 11,25). La sua vita incarnata è dunque già resurrezione, vita nuova.
Maria Maddalena vede il Risorto perché partecipa della forza della resurrezione, perché suscitata a nuova vita dal tocco dell’amore puro che penetra e risveglia.
La Pasqua di morte/resurrezione è l’ultima soglia della crescita che consegna interamente l’amore umano all’amore divino.
La resurrezione della carne è il processo in atto che santifica la vita incarnata in chi crede e si apre alla luce del Risorto .
La risurrezione della carne riguarda l’intero processo che ricongiunge generazione divina e generazione umana, cioè la santificazione.
C’è uno stretto rapporto fra risurrezione e redenzione. Il vangelo non annuncia il ritorno dell’anima all’origine divina come nella visione di Platone, ma l’intero processo di trasforma zione che consuma la morte riportandola alla vita. La morte è già morta, può esaurirsi solo ritornando alla vita. L’incarnazione costituisce la premessa del la risurrezione. In pieno accordo con l’antropologia biblica, la realtà invisibile si manifesta nella realtà visibile. Incarnazione e risurrezione costituiscono un atto unico. Risurrezione della carne allude a quel lungo processo attraverso cui la persona umana, nella sua realtà fisica, psichica, spirituale, si apre all’azione dello Spirito Santo che guarisce, purifica, libera dallo spirito del mondo.
Il Cristo Risorto segna il passaggio a una nuova era. Dà origine al Regno dei cieli sulla terra dilatando il raggio della creazione.
La risurrezione equivale a un nuovo livello di coscienza sempre attivo, forza propulsiva di santificazione, processo di redenzione che inizia nella vita terrena suscitando uno sguardo nuovo, aprendo una nuova prospettiva.
La risurrezione, come la creazione, è sempre in atto. Polo d’attrazione che investe l’intera umanità.