Nella musica sacra e nella musica classica c’è tanta bellezza. La musica liturgica è stata da sempre usata non solo come accompagnamento ma come parte integrante dell’atto di adorazione. Nel cristianesimo, ad esempio, la musica sacra è stata una parte fondamentale della liturgia fin dai primi tempi.
Alcune voci e composizioni sono talmente belle da togliere il respiro. Ascoltare queste melodie diventa una vera e propria esperienza spirituale.
In Inghilterra la musica corale tradizionale, come quella di compositori del calibro di Thomas Tallis (compositore rinascimentale del XVI secolo), rappresenta una delle vette più alte della musica sacra occidentale, in particolare nel contesto della musica liturgica. Numerosi anche i compositori italiani, tra cui i celeberrimi Gregorio Allegri e Giovanni Pierluigi da Palestrina.
La musica corale ha svolto un ruolo centrale nelle chiese anglicane, soprattutto nel contesto delle choral evensong e delle funzioni liturgiche. Una tradizione che continua ininterrotta da 700 anni. La musica corale anglicana ha una qualità unica che combina la solennità della tradizione religiosa con la bellezza dell’armonia vocale. La choral evensong è una tradizione liturgica anglicana che consiste in un servizio di preghiera serale, durante il quale viene eseguita una selezione di canti corali. Si svolge generalmente nel tardo pomeriggio o in prima serata. La tradizione corale inglese si distingue per l’uso della polifonia, in cui diverse voci cantano linee melodiche indipendenti che si intrecciano per creare una ricca armonia. Questa tecnica raggiunge il suo apice nel lavoro di compositori come Tallis e Byrd.
Le cattedrali inglesi, le chiese storiche e i College dell’Università di Cambridge e di Oxford, hanno una lunga tradizione di esibizioni corali. I cori, composti maggiormente da voci bianche (cioè da bambini), sono una delle tradizioni più distintive della musica corale in Inghilterra. Questi cori sono noti per la loro purezza e per l’intensità emotiva che riescono a trasmettere attraverso la musica, un aspetto che li rende unici nella tradizione corale anglicana.
Le voci bianche dei bambini sono in grado di produrre un suono particolarmente puro, luminoso e cristallino. Questa qualità è molto apprezzata nella musica sacra e liturgica, dove la purezza e l’armonia del suono sono elementi centrali. Il timbro della voce infantile è ideale per creare un’atmosfera eterea, quasi trascendente, che può suscitare un’esperienza mistica nell’ascoltatore.
Il Coro di King’s College di Cambridge, uno dei cori più famosi al mondo, è un esempio eccellente di come la musica corale tradizionale inglese venga portata avanti. Il coro è formato da studenti universitari e da bambini (che cantano con voci bianche), ed è noto per la sua interpretazione delle opere corali di compositori come Tallis, Byrd, Allegri, Palestrina, Bach, e Howells.
Uno dei pezzi di musica sacra corale che trovo più toccanti in assoluto è il Miserere del compositore italiano Gregorio Allegri (nato nel 1582) eseguito dal coro di King’s College di Cambridge. Questo pezzo corale è particolarmente noto per le sue sublimi e ornamentali voci soliste e per l’uso di un coro a più voci che accompagna la parte solistica, creando un effetto di grande intensità emotiva.
Eccolo qui sotto, viene eseguito sia a Cambridge che ad Oxford il giorno delle Ceneri:https://www.youtube.com/watch?v=IX1zicNRLmY
Il Miserere di Gregorio Allegri è una delle composizioni più celebri del repertorio sacro barocco. Composto probabilmente intorno al 1638 o 1639, fu scritto per essere ascoltato durante la Settimana Santa nella Cappella Sistina. Si narra che la sua esecuzione era un privilegio esclusivo della Cappella Pontificia del Papa. La partitura originale fu tenuta segreta e non doveva essere copiato o diffuso all’esterno. Vi era una forte riservatezza intorno al brano, che veniva eseguito solo durante le liturgie speciali legate alla Pasqua, creando un’aura di mistero e sacralità. La leggenda dice che Mozart, il quale aveva appena 14 anni, avesse assistito a una performance del Miserere durante la Settimana Santa nella Cappella Sistina di Roma nel 1770. Si narra che, senza una partitura scritta, Mozart memorizzò l’intera composizione durante l’esecuzione, per poi trascriverla con grande precisione e diffonderla in Europa una volta tornato a casa.
Il Papa Clemente XIV, che aveva imposto il segreto sulle partiture della Cappella Sistina, si trovò sorpreso di fronte a questo evento. Sembra che seppe che Mozart aveva copiato il Miserere senza permesso, il Papa avrebbe risposto con stupore, riconoscendo il genio del giovane compositore e concedendo al giovane Mozart di pubblicare la sua versione del Miserere, rendendo quindi omaggio alla sua straordinaria memoria e abilità musicale. La trascrizione di Mozart contribuì a diffondere il pezzo al di fuori dei confini della Cappella Sistina, rendendolo accessibile a un pubblico molto più vasto.
Il Miserere di Allegri, grazie alla straordinaria bellezza della sua musica, è diventato uno dei pezzi corali più iconici della musica sacra barocca.
Continuiamo con la tradizione corale inglese. Il famoso Choir of St George’s Chapel di Londra canta questo bellissimo Christmas carol in presenza della regina Elisabetta nel 2018:https://www.youtube.com/watch?v=FydDhuAYcOI
E adesso voci angeliche femminili. Dolcezza, purezza e armonia.
Le Monache di Santa Cecilia si dedicano alla musica in virtù della figura di Santa Cecilia, nobile romana che è tradizionalmente considerata la patrona della musica sacra. Santa Cecilia visse nel III secolo d.C. ed è una delle sante più venerate dalla Chiesa cattolica. La sua connessione con la musica ha origini legate alla sua vita e al suo martirio.
Bellissimo questo pezzo delle Sorelle domenicane di Santa Cecilia in Tennessee:https://www.youtube.com/watch?v=iArJPCk9h0k
Le Sorelle dell’ordine di San Tommaso eseguono qui sotto questo bellissimo pezzo del grande compositore rinascimentale italiano Giovanni Pierluigi da Palestrina:https://www.youtube.com/watch?v=WW0opszLqTU
Qui le Sorelle eseguono questo meraviglioso canto di Natale:https://www.youtube.com/watch?v=jfHin0xz56w
Davvero toccante anche questa esecuzione, dedicata a Maria, delle monache benedettine di Santa Walburga:https://www.youtube.com/watch?v=9UgyDJ6wCoA
Fonti storiche dimostrano che le monache, specialmente nelle abbazie e nei conventi più grandi, ricevevano una formazione musicale professionale durante il medioevo e Rinascimento. Per esempio, in alcuni conventi, le monache imparavano a leggere la musica, a suonare strumenti come l’arpa o il clavicembalo, e ad eseguire inni sacri con tecnica e maestria.