Antonella sottolinea come l’umanità è il canale predisposto per fare fluire l’amore e la luce dello Spirito. Lo Spirito scava le sue vie dove trova terreno permeabile. È come un’acqua sotterranea che emerge e si espande senza insistere su ciò che rimane rigido ma si infiltra tra gli interstizi, scorrendo attraverso piccoli varchi che diventano poi ruscelli, torrenti, immensi fiumi. La conversione del cuore e della mente richiede un lavorio sotterraneo (discesa, la chiama Antonella), indispensabile per ricongiungere quelle categorie che la ragione percepisce come separate.
È necessario un lungo e paziente percorso interiore affinché la coscienza, abituata ai limiti spazio-temporali, possa aprirsi alla prospettiva della risurrezione. La trasfigurazione e la risurrezione rappresentano il culmine del processo di incarnazione dell’amore, una tappa che genera una vera rivoluzione all’interno della coscienza umana, spalancandola alla propria essenza luminosa. Lo sguardo spirituale si spalanca per stare nello sguardo divino: tempo ed eterno, spazio e infinito, materia e spirito tornano a convergere. Pienezza che ricongiunge umano e divino, che spinge la coscienza verso uno spostamento di prospettiva, capace di trasformare dall’interno. Quindi stare nello spazio-tempo ma con gli orizzonti spalancati, con uno sguardo che vede secondo l’infinito-eterno.
Gesù apre un canale di luce. Gesù ha attualizzato ciò che, grazie alla sua esperienza umana, è diventata una possibilità per il genere umano.
Gesù, incarnazione in pienezza dell’amore puro. La totale adesione all’amore comporta un salto quantico nella coscienza.