Bellissimo questo passaggio che Antonella scrive in L’eterno nel tempo, pp.183-184.
“Lo sguardo spirituale vede nell’unità perché penetra oltre ogni infinitesimo, nella pura emanazione. Lo stato della resurrezione conduce verso questo tipo di coscienza, già dinamica in noi, presente come possibilità della luce, dell’energia pura che sorregge l’organizzazione atomica, molecolare, cellulare del nostro essere, che è già nel nostro patrimonio conoscitivo perché risvegliata dall’evento della resurrezione di Gesù che l’ha attualizzata e rivelata. Il corpo della resurrezione equivale a uno stato dell’energia. Vive e si muove al di là delle coordinate dello spazio e del tempo, nell’infinito/eterno. Non è vincolato alle misure nonostante ne mantenga la fisionomia. Viaggia attraverso la vibrazione, arriva subito, non deve percorrere distanze.
Questo spiega il dono dell’ubiquità di certi santi, cioè la possibilità di essere contemporaneamente in più luoghi. Il corpo della resurrezione è subito dove si sente chiamato, dove c’è bisogno. Si muove alla velocità della luce, è spazialmente dove sente di essere interiormente, con il cuore, con la mente. Non è sottoposto a misura, non è limitato né dalla distanza spaziale né da quella temporale. Essere nello Spirito è il sempre, è l’ovunque. Gesù risorto entra a porte chiuse. Lo vedono a Gerusalemme e in Galilea.
Il corpo della resurrezione sorge nel corpo fisico, ne trasforma l’energia, è uno stato dell’energia. Più si sviluppa prendendo campo nel corpo psicofisico, più permette di essere dove si è con il cuore, con la mente. Presso chi chiama, dove c’è bisogno. È la forza dell’amore che va, lo Spirito che va perché lo Spirito è amore. Esperienza del Lontanovicino. Ogni uomo e ogni donna sono chiamati urgentemente a questo risveglio, a questa consapevolezza interiore”.