Julian of Norwich

Norwich, una cittadina sulla costa orientale dell’Inghilterra, è conosciuta per la sua bellissima cattedrale e anche in quanto città natale di una grande mistica inglese medievale: Julian of Norwich. Giuliana (italiano di Julian) di Norwich, mistica inglese del XIV secolo, è rinomata per i suoi scritti mistici, in particolare per il suo libro Rivelazioni dell’amore divino, considerato il primo libro scritto in inglese da una donna che ci sia pervenuto. Giuliana, quando aveva circa 30 anni, ebbe una serie di rivelazioni mistiche, che in seguito trascrisse. Uno degli aspetti più sorprendenti della teologia di Giuliana è il suo uso di immagini materne per descrivere l’amore e la cura di Dio. Si riferiva famosamente a Gesù come nostra gentile madre e nostra buona madre, descrivendo Dio come una presenza amorevole e compassionevole, simile a quella di una madre che conforta il proprio figlio. L’uso del linguaggio materno per Dio da parte di Giuliana era altamente anticonvenzionale per il suo tempo e divergeva le tradizionali visioni teologiche che descrivevano Dio in termini maschili. Riferendosi a Dio come Madre, Giuliana enfatizzava gli aspetti teneri, nutritivi e vitali della natura di Dio, invitando i credenti a sperimentare una più profonda intimità e fiducia nell’amore divino.

Giuliana non cercava di istruire o convincere, ma semplicemente di condividere il nutrimento spirituale derivato dai suoi incontri mistici. Non era sua intenzione sfidare la tradizione o polemizzare. Riferirsi a Dio come Madre non era per Giuliana un atto di ribellione, né nutriva alcun desiderio di controversia o sensazionalismo. L’esplorazione dell’unione divina condusse Giuliana a sperimentare un’estasi profonda, e trovò naturale utilizzare sia il linguaggio maschile che femminile per esprimere l’ineffabile pienezza vissuta in quell’unione.

Il testo scritto da Giuliana è oggetto di studio da parte di numerosi filologi e storici delle università del Regno Unito. Ad esempio, la British Library di Londra ha avviato alcuni progetti di digitalizzazione di alcuni manoscritti scritti da donne o che riguardano donne durante il Rinascimento, tra cui quelli riguardanti l’esperienza di Giuliana (manoscritto Stowe MS 42) e di Margery Kempe (manoscritto Add Ms 61823), di cui parlo sotto:

https://blogs.bl.uk/digitisedmanuscripts/2016/05/god-as-mother.html

Il manoscritto Add MS 37790 contiene una descrizione della malattia e della visione di Giuliana nel 1373, tratta da una versione abbreviata delle Rivelazioni dell’amore dvino di Giuliana.

Giuliana trascorse gran parte della sua vita come eremita, in una stanza annessa alla chiesa a Conisford, Norwich. I suoi scritti non rivelano molto sulla sua vita prima di diventare anacoreta. La conoscenza che dimostra potrebbe suggerire che fosse una donna istruita, molto probabilmente una monaca benedettina. Giuliana scrisse sia una versione lunga che una breve delle sue Rivelazioni. Gli esperti della British Library sostengono che probabilmente scrisse o dettò la versione lunga intorno al 1393, poiché afferma che le occorsero 19 anni e 9 mesi (“venti anni meno tre mesi”) per comprendere pienamente le visioni che ebbe nel 1373.

Le opere di Giuliana sembrano essere state molto popolari e vennero copiate durante la sua vita. Altri mistici inglesi, come Margery Kempe, visitarono la cella di Giuliana, poiché era “un’esperta in tali cose [cioè visioni] e poteva dare buoni consigli” (nell’inglese medievale þe ankres was expert in swech thyngys and good cownsel cowd 3euyn).

Antonella, che ha elaborato una vera e propria teologia di Dio come madre e in particolare dello Spirito Santo come divina maternità in Dio (vedi il volume Dio è Madre), ha scritto di recente una bella recensione (link sotto) per un libro curato da Marco Bosio sul testo di Giuliana Rivelazioni dell’amore divino. La recensione è stata pubblicata da L’Osservatore Romano. Antonella enfatizza come in Giuliana “emerge una teologia che non pone al centro il rigore, il giudizio o la sofferenza, bensì la misericordia, la cura, la crescita”.

Se anche a voi piacciono i pellegrinaggi e volete visitare il santuario di Julian (Norwich è una cittadina storica interessante, con una bella cattedrale, che ancora testimonia la presenza di Julian) ecco un link utile: https://www.julianshrine.org/

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Custode del Regno

Che bella l’esortazione di Antonella: diventare custode del Regno dell’amore, che è già presente nel cuore di ogni essere umano, ma che spesso rimane ancora nascosto, e deve essere trovato, risvegliato. L’amore è il regno segreto, scomparire lì ma rimanendo presente, completamente aderente all’Essere.

Preghiera estratta dal Diario francese del monaco benedettino e mistico Henri Le Saux:

La Tua sola Parola nella mia bocca
La Tua sola Presenza nella mia mente
Il Tuo solo Amore nel mio cuore

Segue una citazione dallo scritto di Antonella Dio è Madre, p. 22:

Come una goccia d’acqua scompare nel suo puro elemento che la nutre e la contiene, ugualmente io dovrò scomparire,
affinché solo quel regno si possa vedere

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PER UNA MISTICA INCARNATA

A mio avviso, il concetto di mistica incarnata rappresenta un tema fondamentale e distintivo nel pensiero sviluppato da Antonella. Antonella riesce a intrecciare la dimensione trascendente della mistica con l’immediatezza dell’esperienza umana, conferendo al concetto un valore profondamente concreto e universale. Questa sua elaborazione non solo arricchisce la tradizione mistica, ma la rinnova, offrendoci strumenti per riflettere su come l’esperienza del divino possa essere vissuta, incarnata e manifestata nel quotidiano. Quindi una spiritualità che si incarna nella vita concreta e nelle relazioni umane, che passa attraverso la realtà concreta, radicata nell’esperienza del corpo e della storia. L’espressione mistica incarnata riprende poi l’idea che Dio si è manifestato nella storia, che il cristianesimo è incarnazione del divino nell’umano. In diversi hanno fatto riferimento a questo tipo di spiritualità, tra cui Vannucci e Simone Weil, due autori e mistici cari ad Antonella, ma nessuno ha usato questa espressione prima.

La nozione di mistica incarnata è colonna portante, cuore, pilastro della visione di Antonella. Un concetto tronco, fulcro che regge le altri componenti. Il tronco è il punto di collegamento tra le radici e i rami, le foglie e i frutti. Antonella introduce una prospettiva in grado di superare una concettualizzazione di mistica legata al passato, a schemi culturali datati, e quindi di rispondere alla sensibilità legata alla spiritualità contemporanea. Concetto catalizzatore di trasformazione spirituale e di recupero della dimensione mistica del cristianesimo.

Per una mistica incarnata: la preposizione per nell’espressione per una mistica incarnata assume un valore finale, indicando una meta, una direzione o un impegno verso qualcosa. Quindi il cammino spirituale come processo. Implica anche la finalità resa dall’espressione affinché la mistica sia incarnata: affinché diventiamo capaci di aprirci e lasciarci permeare dall’amore divino. Un’esortazione, un invito ad una forma di spiritualità che si esprime concretamente nell’esperienza umana.

Antonella ci spiega che l’idea di mistica incarnata si riferisce all’esperienza diretta dello Spirito, una sete di infinito e di eterno che riguarda tutti e richiede una trasformazione radicale. Ricreare l’appartenenza alla sorgente da cui proveniamo implica un cambiamento di prospettiva, che ci renda capaci di trasformare la vita terrena in un riflesso de il Regno dei cieli, che è la vita eterna: dimensione che vive dentro di noi e a cui siamo chiamati a risvegliarci.

Costruendo il Regno dei Cieli,Regno dell’Amore. il gerundio è una forma verbale non finita che esprime un’azione continua; per questo motivo, è in grado di riflettere molti dei concetti riguardo al percorso spirituale come processo e cammino. Regno dell’Amore: ritorno all’amore puro, originario, la sorgente di amore e luce da cui proveniamo e a cui apparteniamo. Salvezza cristiana dunque come percorso di ritorno all’amore e alla luce: guarigione, fioritura. La tensione verso il Regno dei Cieli è racchiusa nel messaggio evangelico.

Nel Regno dell’amore, è il titolo del primo capitolo del libro di Antonella Dio è Madre.

I tre concetti di incarnazione, resurrezione, e rivelazione, che Antonella ha elaborato in modo molto originale, sono collegati strettamente alla sua concettualizzazione di mistica incarnata.

Stare nella ricerca: la tensione che ci spinge, anelito interiore, il desiderio dell’anima di ricongiungersi al grembo divino da cui proviene

Aderenza come azione continuata nel qui e ora: aderire a Dio in ogni attimo, rinnovare il nostro sì

Rinascere continuamente: farsi riplasmare, stare nell’attualità della creazione

La forza generante dell’amore divino: un flusso continuo che ci avvolge e opera in noi

Risveglio spirituale: processo continuo, mantenere viva la memoria della sorgente d’amore da cui proveniamo, mantenere vivo l’anelitoCreazione: processo sempre in atto

Rivelazione: si verifica nell’attimo presente, ogni volta che ci poniamo in ascolto e ci lasciamo permeare dalla luce divina

Beatitudine: l’amore puro che diventa generativo in noi, una generazione sempre in atto, conforto, ristoro, guarigione

Regno dei cieli: realtà interiore che una volta risvegliata dentro di noi va condivisa. Aiutare la spinta dell’amore ad espandersi, fare la nostra parte.

Mistica incarnata > incarnazione: l’incarnazione del Verbo in Gesù fa nascere figli, figli di Dio. La pienezza umana di Gesù, la consapevolezza raggiunta da Gesù di essere Dio in Dio, questo ritorno consapevole all’unione con la sorgente diventa una potenzialità per tutto il genere umano: la coscienza cristica. L’incarnazione è la premessa della resurrezione, spiega Antonella.

Resurrezione: resurrezione della carne come trasformazione, più viviamo la vita interiore come smantellamento interiore, più la vita dello Spirito si iscrive nel nostro essere, diventa esperienza sensibile, lascia tracce, si iscrive in noi, si imprime e diventa in-carnata, coinvolge tutto il nostro essere.

Resurrezione come risveglio alla vita eterna /divina, che implica uno spostamento dalla soglia spazio-tempo: morte di uno stato e risveglio ad un altro stato. Sono stati di coscienza, enfatizza Antonella. La resurrezione esprime lo stato dell’essere in cui la coscienza vede secondo l’infinito e l’eterno, vede secondo lo sguardo divino, la coscienza umana è assimilata nella coscienza divina. Gesù è già risorto in vita, mentre era vivo. L’Io Sono della coscienza cristica.

In Dio è Madre, Antonella sottolinea che testimoniare nel mondo la resurrezione vuol dire incarnare il Verbo, lasciare agire la divina maternità. L’essere umano è chiamato ad assumere coscienza di essere Dio in Dio, acquisire consapevolezza di un’appartenenza indissolubile, che è impressa in noi ma che dobbiamo recuperare. Acquisire consapevolezza di essere gocce dentro un corpo infinito, il frammento nell’intero. Significa che la parte è in grado di manifestare il tutto, è fatta della stessa sostanza.

Rivelazione: adesione alla vita nel momento stesso in cui essa fluisce. È il rendersi visibile, qui ed ora, della forza generante dell’amore divino. È il lento disvelarsi del Regno dei cieli sulla terra. La rivelazione è il crescere della vita dello Spirito all’interno della vita umana.

Questo percorso di risveglio (che si attua attraverso l’incarnazione, resurrezione, adesione alla vita come rivelazione), di trasformazione interiore richiede una maturazione psico-fisica: quindi la via del silenzio, ascolto interiore, via dell’abbandono, la resa, la resistenza che viene meno, scioglimento psichico, essere in grado di vedere le proprie ombre, accettare il retroscena, come lo chiama Antonella. Farsi guardare dall’amore dello Spirito durante il silenzio stando lì dove siamo, svuotarsi di ciò che è superfluo per riempirsi dell’amore puro, creando lo spazio necessario per diventare canali dell’amore.

Meister Eckhart, mistico tedesco la cui opera ha avuto un ruolo nello sviluppo del pensiero di Antonella, afferma che in questo processo di spoliazione (morte mistica), l’anima si rende conto che è essa stessa il Regno dei cieli. Questa affermazione fa eco al vangelo di Luca: il Regno di Dio è dentro di noi.

Siamo chiamati ad abbracciare sia l’ aspetto individuale che collettivo nel realizzare il Regno dei cieli. Ogni individuo ha il mandato di realizzare la coscienza cristica. I risvegliati, gli eletti o gli amati, sono gli individui che rispondono all’amore divino, e vengono quindi a formare un corpo. Stessa direzione, stessa sostanza. La dimensione collettiva è quindi rappresentata dal corpo mistico che agisce per la santificazione dell’umanità: la comunità dei santi e dei risvegliati. Un corpo mistico che vibra all’unisono, come sottolinea Antonella.

Questo ci riporta a come Antonella spiega la dimensione dello spazio-tempo (il temporale e l’eterno, il finito e l’infinito sono dimensioni, soglie). Spalancare gli orizzonti: questi limiti sono attraversabili quando la coscienza si apre.

Dimensione spazio-tempo, quindi vita terrena: ci viene offerta gratuitamente l’opportunità preziosa di risvegliare la memoria, realizzare incarnazione e resurrezione, e ricevere le in-formazioni, la geometria, la forma, che poi ci porteremo dopo la morte biologica del corpo. È simile al lavoro di un artigiano che, per creare una forma, utilizza un materiale come il gesso o un altro tipo di stampo. Il materiale iniziale, che serve come supporto o forma provvisoria, viene usato per ottenere il modello desiderato. Una volta che il modello è stato creato, lo stampo o il supporto vengono rimossi o messi da parte. Ciò che rimane è l’essenza pura della forma, quella che è stata effettivamente creata e che conserva la sua vera natura.

Spazio-tempo come palestra di prova, chiamata, tassello necessario quindi del percorso che spinge al compimento di ciascun individuo, spazio-tempo sono necessari ma bisogna anche distaccarsi per guardare oltre, spostarci da questa soglia. Non finisce tutto qui davanti ai nostri occhi, il materiale. C’è oltre. Dobbiamo imparare a spalancare gli orizzonti, attraversare queste soglie. Questi limiti sono permeabili. Altrimenti rischiamo di comportarci come pesci che pensano che il mondo dell’acqua sia l’unico esistente, non avendo mai messo la testa fuori e respirato i cieli.

Antonella ci esorta a vivere il cammino sulla terra come via di conoscenza delle dimensioni segrete del Cielo. Gesù ha realizzato la sua natura divina nello spazio-tempo, accettando il limite, vivendo il limite, aprendo questo canale di luce, opportunità per tutti, potenzialità che si è innervata nell’essere umano grazie all’esperienza di Gesù Cristo. Vivere lo spazio-tempo cercando di realizzare il proprio mandato, stare nello spazio-tempo ma consapevoli che il tempo appartiene all’eterno, il finito appartiene all’infinito. Che i cieli sono anche quaggiù, non lassù (vedi Antonella in Dentro il silenzio, p. 15). La terra è dentro i cieli ma li vede lassù quando non riesce a sentirli dentro di sé.

Sciogliere il blocco granitico rappresentato dalla mente: è la mente a creare il peso, la resistenza. Lo Spirito Santo, la Madre che è in Dio, accoglie ogni peso, lo trasforma in luce, ma la disponibilità della creatura è necessaria. Rispondere all’amore, farsi raggiungere.

Antonella spiega così questa citazione dal vangelo di Matteo: chi nella vita terrena si è aperto alla vita dello Spirito, chi si è fatto attraversare, chi si è fatto amare, chi ha risposto all’amore, chi si è conformato alla misura dell’ordine divino, chi è stato in quella misura, lo sarà ancora di più dopo, nella vita dopo la morte biologica. Chi invece è rimasto chiuso, attaccato al materialismo e ai falsi idoli, accrescendo il proprio ego, non potrà portare con sé queste illusioni di ricchezza al momento della morte biologica, e così ne rimarrà privo.

La rivelazione è conoscere in spirito e verità. Questa conoscenza svela l’essere nell’Essere, s’irraggia.

Lo scopo della vita terrena è la santità, la santificazione.

La santità è stare nel mondo senza appartenere al mondo, quindi liberati dallo spirito del mondo. È il segno del Regno.

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MISTICA INCARNATA

Il concetto di mistica incarnata rappresenta, a mio avviso, un tema fondamentale e distintivo nel pensiero sviluppato da Antonella. Antonella riesce a intrecciare la dimensione trascendente della mistica con l’immediatezza dell’esperienza umana, conferendo al concetto un valore profondamente concreto e universale. Questa sua elaborazione non solo arricchisce la tradizione mistica, ma la rinnova, offrendoci strumenti per riflettere su come l’esperienza del divino possa essere vissuta, incarnata e manifestata nel quotidiano.

La nozione di mistica incarnata è colonna portante, cuore, pilastro della visione di Antonella. Un concetto tronco, fulcro che regge le altri componenti. Il tronco è il punto di collegamento tra le radici e i rami, le foglie e i frutti. Antonella introduce una prospettiva in grado di superare una concettualizzazione di mistica legata al passato, a schemi culturali datati, e quindi di rispondere alla sensibilità legata alla spiritualità contemporanea. Concetto catalizzatore di trasformazione spirituale e di recupero della dimensione mistica del cristianesimo.

Quindi il cammino spirituale come processo.

Un’esortazione, un invito ad una forma di spiritualità che si esprime concretamente nell’esperienza umana.

Antonella ci spiega che l’idea di mistica incarnata si riferisce all’esperienza diretta dello Spirito, una sete di infinito e di eterno che riguarda tutti e richiede una trasformazione radicale. Ricreare l’appartenenza alla sorgente da cui proveniamo implica un cambiamento di prospettiva, che ci renda capaci di trasformare la vita nello spazio-tempo in un riflesso del il Regno dei cieli, che è la vita eterna: dimensione che vive dentro di noi e a cui siamo chiamati a risvegliarci.

Costruendo il Regno dei Cieli, Regno dell’Amore. il gerundio è una forma verbale non finita che esprime un’azione continua; per questo motivo, è in grado di riflettere molti dei concetti riguardo al percorso spirituale come processo e cammino. Regno dell’Amore: ritorno all’amore puro, originario, la sorgente di amore e luce da cui proveniamo e a cui apparteniamo. Salvezza cristiana dunque come percorso di ritorno all’amore e alla luce: guarigione, fioritura. La tensione verso il Regno dei Cieli è racchiusa nel messaggio evangelico.

Nel Regno dell’amore, è il titolo del primo capitolo del libro di Antonella Dio è Madre.

Mentre pensavo al titolo e sottotitolo per il sito, ho avvertito che l’azione continuata espressa dal tempo verbale del gerundio in costruendo il Regno dei Cieli fosse in grado di fare eco ai seguenti concetti elaborati da Antonella:

Stare nella ricerca: la tensione che ci spinge, anelito interiore, il desiderio dell’anima di ricongiungersi al grembo divino da cui proviene

Aderenza come azione continuata nel qui e ora: aderire a Dio in ogni attimo, rinnovare il nostro sì

Rinascere continuamente: farsi riplasmare, stare nell’attualità della creazione

La forza generante dell’amore divino: un flusso continuo che ci avvolge e opera in noi

Risveglio spirituale: processo continuo, mantenere viva la memoria della sorgente d’amore da cui proveniamo, mantenere vivo l’anelito

Creazione: processo sempre in atto

Rivelazione: si verifica nell’attimo presente, ogni volta che ci poniamo in ascolto e ci lasciamo permeare dalla luce divina

Beatitudine: l’amore puro che diventa generativo in noi, una generazione sempre in atto, conforto, ristoro, guarigione

Regno dei cieli: realtà interiore che una volta risvegliata dentro di noi va condivisa. Aiutare la spinta dell’amore ad espandersi, fare la nostra parte

I tre concetti di incarnazione, resurrezione, e rivelazione, che Antonella ha elaborato in modo molto originale, sono collegati strettamente alla sua concettualizzazione di mistica incarnata.

Mistica incarnata > incarnazione: l’incarnazione del Verbo in Gesù fa nascere figli, figli di Dio. La pienezza umana di Gesù, la consapevolezza raggiunta da Gesù di essere Dio in Dio, questo ritorno consapevole all’unione con la sorgente diventa una potenzialità per tutto il genere umano: la coscienza cristica. L’incarnazione è la premessa della resurrezione, spiega Antonella.

Resurrezione: resurrezione della carne come trasformazione, più viviamo la vita interiore come smantellamento interiore, più la vita dello Spirito si iscrive nel nostro essere, diventa esperienza sensibile, lascia tracce, si iscrive in noi, si imprime e diventa in-carnata, coinvolge tutto il nostro essere.

Resurrezione come risveglio alla vita eterna /divina, che implica uno spostamento dalla soglia spazio-tempo: morte di uno stato e risveglio ad un altro stato. Sono stati di coscienza, enfatizza Antonella. La resurrezione esprime lo stato dell’essere in cui la coscienza vede secondo l’infinito e l’eterno, vede secondo lo sguardo divino, la coscienza umana è assimilata nella coscienza divina. Gesù è già risorto in vita, mentre era vivo. L’Io Sono della coscienza cristica.

In Dio è Madre, Antonella sottolinea che testimoniare nel mondo la resurrezione vuol dire incarnare il Verbo, lasciare agire la divina maternità. L’essere umano è chiamato ad assumere coscienza di essere Dio in Dio, acquisire consapevolezza di un’appartenenza indissolubile, che è impressa in noi ma che dobbiamo recuperare. Acquisire consapevolezza di essere gocce dentro un corpo infinito, il frammento nell’intero. Significa che la parte è in grado di manifestare il tutto, è fatta della stessa sostanza.

Rivelazione: adesione alla vita nel momento stesso in cui essa fluisce. È il rendersi visibile, qui ed ora, della forza generante dell’amore divino. È il lento disvelarsi del Regno dei cieli sulla terra. La rivelazione è il crescere della vita dello Spirito all’interno della vita umana.

Questo percorso di risveglio (che si attua attraverso l’incarnazione, resurrezione, adesione alla vita come rivelazione), di trasformazione interiore richiede una maturazione psico-fisica: quindi la via del silenzio, ascolto interiore, via dell’abbandono, la resa, la resistenza che viene meno, scioglimento psichico, essere in grado di vedere le proprie ombre, accettare il retroscena, come lo chiama Antonella. Farsi guardare dall’amore dello Spirito durante il silenzio stando lì dove siamo, svuotarsi di ciò che è superfluo per riempirsi dell’amore puro, creando lo spazio necessario per diventare canali dell’amore.

Meister Eckhart, mistico tedesco la cui opera ha avuto un ruolo nello sviluppo del pensiero di Antonella, afferma che in questo processo di spoliazione (morte mistica), l’anima si rende conto che è essa stessa il Regno dei cieli. Questa affermazione fa eco al vangelo di Lucail Regno di Dio è dentro di noi.

Siamo chiamati ad abbracciare sia l’ aspetto individuale che collettivo nel realizzare il Regno dei cieli. Ogni individuo ha il mandato di realizzare la coscienza cristica. I risvegliati, gli eletti o gli amati, sono gli individui che rispondono all’amore divino, e vengono quindi a formare un corpo. Stessa direzione, stessa sostanza. La dimensione collettiva è quindi rappresentata dal corpo mistico che agisce per la santificazione dell’umanità: la comunità dei santi e dei risvegliati. Un corpo mistico che vibra all’unisono, come sottolinea Antonella.

Il Regno è un corpo luminoso, trasversale tra cielo e terra, visibile e invisibile insieme.

Questo ci riporta a come Antonella spiega la dimensione dello spazio-tempo (il temporale e l’eterno, il finito e l’infinito sono dimensioni, soglie). Spalancare gli orizzonti: questi limiti sono attraversabili quando la coscienza si apre.

Dimensione spazio-tempo, quindi vita terrena: ci viene offerta gratuitamente l’opportunità preziosa di risvegliare la memoria, realizzare incarnazione e resurrezione, e ricevere le in-formazioni, la geometria, la forma, che poi ci porteremo dopo la morte biologica del corpo. È simile al lavoro di un artigiano che, per creare una forma, utilizza un materiale come il gesso o un altro tipo di stampo. Il materiale iniziale, che serve come supporto o forma provvisoria, viene usato per ottenere il modello desiderato. Una volta che il modello è stato creato, lo stampo o il supporto vengono rimossi o messi da parte. Ciò che rimane è l’essenza pura della forma, quella che è stata effettivamente creata e che conserva la sua vera natura.

Spazio-tempo come palestra di prova, chiamata, tassello necessario quindi del percorso che spinge al compimento di ciascun individuo, spazio-tempo sono necessari ma bisogna anche distaccarsi per guardare oltre, spostarci da questa soglia. Non finisce tutto qui davanti ai nostri occhi, il materiale. C’è oltre. Dobbiamo imparare a spalancare gli orizzonti, attraversare queste soglie. Questi limiti sono permeabili. Altrimenti rischiamo di comportarci come pesci che pensano che il mondo dell’acqua sia l’unico esistente, non avendo mai messo la testa fuori e respirato i cieli.

Antonella ci esorta a vivere il cammino sulla terra come via di conoscenza delle dimensioni segrete del Cielo. Gesù ha realizzato la sua natura divina nello spazio-tempo, accettando il limite, vivendo il limite, aprendo questo canale di luce, opportunità per tutti, potenzialità che si è innervata nell’essere umano grazie all’esperienza di Gesù Cristo. Vivere lo spazio-tempo cercando di realizzare il proprio mandato, stare nello spazio-tempo ma consapevoli che il tempo appartiene all’eterno, il finito appartiene all’infinito. Che i cieli sono anche quaggiù, non lassù (vedi Antonella in Dentro il silenzio, p. 15). La terra è dentro i cieli ma li vede lassù quando non riesce a sentirli dentro di sé.

Sciogliere il blocco granitico rappresentato dalla mente: è la mente a creare il peso, la resistenza. Lo Spirito Santo, la Madre che è in Dio, accoglie ogni peso, lo trasforma in luce, ma la disponibilità della creatura è necessaria. Rispondere all’amore, farsi raggiungere.

A chi ha, sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha (Mt 13,12)

Antonella spiega così questa citazione dal vangelo di Matteo: chi nella vita terrena si è aperto alla vita dello Spirito, chi si è fatto attraversare, chi si è fatto amare, chi ha risposto all’amore, chi si è conformato alla misura dell’ordine divino, chi è stato in quella misura, lo sarà ancora di più dopo, nella vita dopo la morte biologica. Chi invece è rimasto chiuso, attaccato al materialismo e ai falsi idoli, accrescendo il proprio ego, non potrà portare con sé queste illusioni di ricchezza al momento della morte biologica, e così ne rimarrà privo.

La rivelazione è conoscere in spirito e verità. Questa conoscenza svela l’essere nell’Essere, s’irraggia.

Lo scopo della vita terrena è la santità, la santificazione.

La santità è stare nel mondo senza appartenere al mondo, quindi liberati dallo spirito del mondo. È il segno del Regno.

Rinvio al sito Pustiniaitalia.org per una lista dei volumi e degli articoli pubblicati da Antonella.

Qui mi limito a condividere alcune mie pubblicazioni sul pensiero di Antonella.

Allego una recensione che ho scritto sul volume di Antonella Passione Secondo Maria Maddalena (Lindau, 2025), pubblicata da Il Regno, Giugno 2025.

Allego una recensione che ho scritto sul volume di Antonella Mistica e Coscienza (Edizioni Paoline, 2024), pubblicata da Il Regno, Settembre 2024.

Questa è una recensione di Mistica e Coscienza che ho scritto in inglese, pubblicata dalla rivista Teresianum con la casa editrice Brepols. La rivista si occupa di Teologia spirituale ed è gestita dalla Pontificia Facoltà Teologica Teresianum di Roma.

Coltivare il bene comune

Questo il link ad un articolo che ho scritto per Comunità di connessioni: https://www.comunitadiconnessioni.org/articoli/costruire-il-bene-comune-percorsi-di-interiorita-per-una-societa-riconciliata/

Antonella Lumini

Antonella Lumini ha sviluppato una profonda visione mistico-teologica che condivide attraverso i suoi scritti e gli incontri che tiene in tutta Italia, sia online che di persona. Conosciuta come “la custode del silenzio”, Antonella ha trascorso 40 anni come eremita dedicandosi alla contemplazione e allo studio della sacra scrittura.

Per rimanere aggiornati sulle sue attività, invito a visitare il sito di Pustinia Italia www.pustiniaitalia.org; gli interventi di Antonella sono disponibili su: www.youtube.com/@pustiniaitalia8431


Antonella riesce a far emergere l’assoluto nella trama del tempo vissuto, la trascendenza nella vulnerabilità dell’umano.

L’opera di Antonella presenta un sistema mistico-teologico di straordinaria bellezza e originalità, in cui intuizioni innovative e una rilettura illuminante dei principali concetti cristiani si intrecciano e arricchiscono reciprocamente. La sua visione, unica nel suo genere, per essere pienamente compresa e interiorizzata invita a una riflessione profonda, poiché capace di aprire nuovi orizzonti spirituali. La ricca simbologia, la complessità delle concettualizzazioni e l’uso di un linguaggio chiaro e diretto ma anche simbolico e poetico rivelano in modo intenso le esperienze interiori che hanno ispirato il suo lavoro, donandogli una dimensione di autenticità e profondità che parla direttamente all’anima.

Il progetto di questo sito si propone di mettere in risalto la bellezza, la ricchezza e la forza rigeneratrice, trasformativa di questa visione, approfondendo i concetti che la definiscono e sottolineandone la rilevanza per la vita spirituale contemporanea. Non tutti gli scrittori sono pensatori originali, e non tutti i teologi sono mistici, così come non tutti i mistici sono teologi. I pensatori originali sono coloro che tracciano sentieri inesplorati, offrendo chiavi di lettura innovative. Non si limitano a muoversi entro i confini del pensiero consolidato, ma li oltrepassano. Esistono infatti diverse tipologie di scrittori. Alcuni si dedicano all’analisi e alla riflessione critica, un approccio essenziale per contestualizzare e spiegare, ma che rimane ancorato a ciò che è già stato detto o scritto. Altri, invece, sono veri e propri pensatori originali. La loro visione nasce da un’intuizione creativa profonda, capace di generare nuovi paradigmi, ridefinire concetti e offrire prospettive inedite che trasformano il modo in cui comprendiamo la realtà e la spiritualità. Antonella si colloca tra questi ultimi.

La pratica meditativa e la via dell’abbandono proposte da Antonella si distinguono per la loro semplicità, fondata su un’esperienza diretta di Dio. Non richiedono alcuna tecnica specifica, ma piuttosto un atteggiamento di apertura, ascolto e abbandono. Tuttavia, il suo pensiero mistico e teologico si rivela particolarmente ricco, complesso, radicato in una reinterpretazione profondamente originale dell’antropologia e della teologia biblica. Questo pensiero trae in parte ispirazione dalla filosofia greca (in particolare Plotino), dalla letteratura patristica e del deserto, dalla mistica ebraica (con una particolare attenzione alla concezione della creazione dei mondi e del peccato), dalla psicologia (con un focus sull’interiorità, introspezione, crescita interiore, l’ego), dall’ antropologia biblica, dalla mistica renana (Meister Eckhart, Angelus Silesius), nonché dall’opera di Simone Weil e di Giovanni Vannucci. La visione di Antonella, pur lasciando emergere tracce di queste tradizioni, le rielabora e le trascende, dando vita a un sistema di pensiero profondamente innovativo, permeato di luce e grazia.

Antonella esplora temi del percorso di trasformazione interiore e spirituale attraverso un linguaggio limpido e accessibile ma al tempo stesso intensamente evocativo, capace di toccare le corde più intime dell’anima. Dal mio punto di vista, comprendere la sua interpretazione della via di salvezza cristiana è fondamentale per chi desidera immergersi completamente nella sua visione e pratica spirituale. Antonella rivisita numerosi concetti biblici, reinterpretandoli in una prospettiva mistico-psicologica, collegandoli al cammino di crescita interiore; questa prospettiva è capace di restituire loro vitalità e attualità, facendoli risuonare profondamente con l’esperienza personale di ciascuno. La sacra scrittura, così reinterpretata, interroga l’individuo, invitandolo a confrontarsi con il messaggio di salvezza cristiana in modo intimo e diretto. Si crea così un ponte, un dialogo fecondo tra l’insegnamento contenuto nel testo biblico e la realtà presente, rendendo la Parola attuale, capace di illuminare e trasformare il cammino spirituale dell’individuo contemporaneo. Questo scambio continuo tra tradizione e esperienza personale apre nuove prospettive, rendendo il messaggio biblico intimo, incisivo e profondamente rilevante nella vita di chi lo accoglie.

Affinché le verità dell’annuncio evangelico possano rivelare all’individuo contemporaneo tutta la loro attualità e forza, è necessario che vengano riformulate in un linguaggio che risuoni con la sensibilità della società odierna. Antonella riesce a compiere tutto questo, offrendo una prospettiva profondamente materna e accogliente: una voce che sa nutrire e sostenere, ma al contempo scuotere dal torpore, portando luce e consapevolezza nelle coscienze.

La sua opera costituisce un grande contributo in diversi ambiti del sapere quali ad esempio la teologia spirituale, antropologia biblica, storia del pensiero mistico. Integrando e sviluppando ulteriormente riflessioni provenienti da vari ambiti del sapere in una visione originale e coerente, Antonella dimostra una profonda padronanza della Sacra Scrittura e delle fonti mistiche e filosofiche, sia antiche che moderne.

Si studiano le vie mistiche di San Giovanni della Croce, Santa Teresa d’Avila, Thomas Merton, Henri Le Saux, e anche di altri grandi maestri come Meister Eckhart, Julian of Norwich, Marguerite Porete, Teresa di Lisieux, Simone Weil: il sistema di Antonella può essere messo accanto a queste tradizioni per la meraviglia, potenza, forza trasformativa, originalità e ricchezza che esso esprime. Il suo pensiero è teologico, perché ha proposto una rinnovata visione dei dogmi cristiani, e al contempo è mistico, poiché non si esaurisce nella speculazione intellettuale, ma si radica in un’esperienza diretta e intima di Dio. La sua spiritualità è profondamente interiore, fondata su un incontro autentico con il divino, capace di trascendere la riflessione per trasformarsi in vita vissuta.


Antonella è madre, madre spirituale: da molti anni accompagna nel cammino interiore centinaia di persone. Il passaggio che cito sotto, tratto dal bellissimo volume di Antonella intitolato Dio è Madre, parla profondamente al mio cuore perché, in essenza, mi parla di lei. Questo passaggio rivela che Antonella è stata prima figlia in cammino, è poi diventata madre che nutre, capace di accogliere, sostenere e generare vita spirituale in coloro che si affidano alla sua guida.

Nel viaggio mistico dell’anima descritto in Dio è Madre, l’anima penitente (in cui vedo chiaramente Antonella all’inizio del suo cammino spirituale) è in dialogo con Santa Maria Maddalena, la sua guida, che le appare in visione.

Maria Maddalena dice all’anima penitente:

Nutrendoti di latte spirituale, ti insegnerò la lingua del puro amore che solo la divina maternità può insegnare alla figlie affinché diventino a loro volta madri. Come ha fatto con me, io farò con te. Di madre in figlia, si espande, non il mondo ma l’opera creatrice che attende il regno dell’amore.

Maria Maddalena fa intendere che anche lei prima è stata a sua volta figlia in cammino, il percorso di guarigione e trasformazione spirituale che ha intrapreso l’ha condotta poi a divenire madre, in grado dunque di nutrire altre figlie. Come ha fatto con me: qui Maria Maddalena si riferisce alla Madre, lo Spirito Santo, divina maternità in Dio. Nel racconto narrato in Dio è Madre, attraverso un viaggio di trasformazione che include la morte mistica, l’anima penitente diventa figlia. La figlia, ricevendo nutrimento spirituale direttamente dalla Madre (lo Spirito Santo) tramite l’iniziazione della madre (Maria Maddalena), cresce e si trasforma, diventando essa stessa madre. In questa maternità spirituale, Antonella si fa custode della luce e nutrice di anime. Capace quindi di stare al mondo nutrendo a sua volta altre figlie: perpetuando un ciclo in cui l’amore si espande attraverso la maternità spirituale.

Grazie, Antonella, per quell’amore e quella luce che doni sempre in abbondanza. Sei madre, madre spirituale: presenza che accoglie, nutre e custodisce.

“Tu, o Signore,
per grazia
sei nato nell’anima mia”
(Santa Camilla Battista Varano)

Che il Regno dell’Amore continui a crescere in mezzo a noi e per mezzo di noi, come un seme nascosto che il sole risveglia
e la terra accoglie. Presenza viva.

Concetti chiave

In questa pagina ho preparato una lista (non esaustiva e in via di sviluppo) di concetti e termini chiave, facilmente memorizzabile, che tenta di racchiudere alcuni dei principali temi del pensiero di Antonella Lumini. La lista non segue un ordine gerarchico e ha lo scopo di offrire una sorta di mappa, facilitando il richiamo alle fondamenta che strutturano la sua visione. I termini chiave fungono quindi da ancore mnemoniche, sintetizzando le informazioni. Ho utilizzato lo stesso lessico di Antonella.


  • Mistica incarnata
  • Salvezza cristiana come via di guarigione e trasformazione
  • Regno dei Cieli, Regno dell’Amore: risveglio dell’umanità alla vita eterna nella dimensione dello spazio-tempo
  • Teologia della Madre: Spirito Santo, principio materno che è in Dio
  • L’esperienza del Cristo è l’esperienza dell’Amore puro che è l’Amore che guarisce
  • Parola, Logos: atto creativo e creazione sempre in atto
  • Siamo sempre nell’In principio
  • Rimanere connessi a questo principio e fare in modo che prenda campo dentro di noi e possa manifestarsi all’esterno: che sia la potenzialità su cui si fonda la nostra vita
  • Siamo sempre in quell’attimo in cui la vita scaturisce
  • Sorgente di Luce e di Amore
  • Forza d’espansione dell’Amore
  • Acconsentire alla spinta dell’Amore
  • L’abbraccio dello Spirito Santo smaschera la morte, la consuma dal di dentro
  • L’opera creatrice dello Spirito Santo, incarnato nel Verbo, rivela l’aspetto materno di Dio
  • Morte mistica: morte di uno stato e risveglio ad un altro, vivere l’eterno già nel tempo, l’infinito già nello spazio
  • Opera di trasformazione che implica la morte a sé stessi
  • Testimoniare la resurrezione incarnandola nel qui e ora, nel limite dello spazio-tempo significa incarnare il Figlio di Dio e morire a sé stessi per lasciare che solo il Regno risplenda e si manifesti attraverso di noi
  • Il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. La contemplazione trasforma e unisce coloro che contemplano con ciò che è contemplato
  • Le verità di fede non sono comprensibili attraverso la ragione, ma stando presso, attraverso una presenza contemplativa esse si radicano in noi e lasciano un’impronta
  • Dilatazione dello sguardo, dell’anima, dei sensi spirituali
  • Stare nello sguardo di Dio, vedere come Dio vede
  • Stare nel mondo senza appartenere al mondo
  • Cammino di consapevolezza, crescita, e guarigione interiore
  • Stato dell’unità originaria o edenica. Coscienza creaturale, innocente e inconsapevole
  • Stato di caduta, peccato originale: fuoriuscita dall’innocenza, frattura che separa la creatura, la creatura si distacca dal creatore, esce dall’Uno, separazione dall’ordine della creazione, dualità
  • Stato di grazia. Coscienza che partecipa dell’unità del molteplice attraverso la relazione mediata dall’amore. La dualità superata, Uno/Trino, relazionale al suo interno. Coscienza cristica. Maria: piena di grazia.
  • Il femminile radioso che si incarna in Maria rivela il volto materno di Dio
  • Lo stato di grazia rinvia all’innocenza originaria: acquisito da Maria e poi da Gesù provoca quello svettamento in cui la coscienza vede nella prospettiva della luce divina
  • Gesù: stato della consapevolezza, pienezza umana, compimento, stato che attraverso l’ umanità di Gesù diviene attivo come potenzialità di ogni essere umano. Tappa raggiunta di una pienezza divenuta risorsa universale
  • Ri-velarsi della vita del Verbo nell’umanità che, in Gesù, ha il suo compimento
  • Gesù primogenito di coloro che risuscitano dai morti, il capostipite della genealogia che scaturisce da Dio e che non è sottomessa al potere della morte perché risvegliata alla luce
  • Il risveglio della carne, o sarx, e del piano psicofisico alla vita dello Spirito, consente di partecipare alla forza dinamica della risurrezione in atto
  • Silenzio che svuota dalla pesantezza, dalla massa del peso di tutte le azioni violente, egoiche, falsi idoli, ego individuale e collettivo
  • Esperienza di abbandono, di nudità per incarnare lo spirito di Cristo e rendere visibile il suo corpo mistico, costituito dalla comunione dei santi e dei risvegliati, anime che vibrano all’unisono e lavorano incessantemente per la santificazione dell’umanità
  • Verbo come atto creativo, Verbo eternamente generato
  • Verginità come purità di cuore
  • Il movimento dell’Amore (Amore, Amato, Amante)  si espande, fonde in unità anima e corpo, spirito e materia, cielo e terra
  • Spalancare, dilatare gli orizzonti: il divino nell’umano, spostamenti di soglia
  • Sciogliere i nodi, il retroscena: superamento dell’io egoico, delle false certezze e identità
  • Prendere consapevolezza delle forze che ci abitano, con compassione anche e gentilezza verso noi stessi, senza auto-condanna, sapendo che siamo sempre amati, e che l’amore è sempre lì
  • Via esperienziale, sapienziale, intuitiva, diretta
  • L’essere umano che si chiude e ha paura di sé stesso, di assumersi responsabilità, si auto-condanna, si auto-giudica, non si apre al cammino di luce e verità: morte spirituale
  • La dimensione terrena: accettare il limite, viverlo come opportunità: la pienezza umana di Gesù
  • Vita terrena come chiamata: stare dentro in pienezza, adesione totale
  • Dal cedimento si ricrea il contatto
  • Amore, amato, amante
  • Amore vivificante
  • Stare nell’attualità della creazione
  • Agire creativo, consono alla creazione
  • Prendersi cura della parte interiore malata, imparare ad accettarla, guardarla, offrirla, farla sanare dall’amore dello Spirito che tutto accoglie
  • Farsi attraversare dalla Luce, essere canale: lasciarsi amare dall’Amore
  • L’anima che si nutre di luce spirituale
  • Svuotarsi del bagaglio psichico per riempirsi di Spirito
  • Unità del molteplice
  • Ubbidire = ascoltare
  • Spirito Santo, la rùaḥ, la maternità in Dio
  • Spirito Santo che vivifica dall’interno
  • Tutto/parte; intero/frammento: siamo parte che racchiude il tutto, frammento che rispecchia l’intero, gocce d’acqua della stessa sostanza dell’oceano
  • Silenzio, luogo dell’ascolto
  • Amore che genera amore
  • Cristianesimo incarnato come esperienza diretta di Dio
  • Consumare il peso della distanza dalla sorgente
  • Peccato non con accezzione morale ma come frattura: ti allontani dalla sorgente della vita, entri quindi nella morte, si mette in pericolo la vita, la vita nello Spirito
  • Unità versus dualità
  • Ego/io sono versus l’Io Sono della coscienza cristica
  • Predisporsi
  • Radicamento, centratura
  • Incarnazione, Resurrezione, Rivelazione
  • Incarnazione: il divino nell’umano
  • Resurrezione della carne come trasformazione della vita ordinaria, più viviamo la vita interiore come smantellamento interiore, più la vita dello Spirito si iscrive nel nostro essere
  • Rivelazione: adesione alla vita nel momento stesso in cui essa fluisce. È il rendersi visibile, qui ed ora, della forza generante dell’amore divino
  • Corpo mistico, comunione dei Santi, anime che vibrano all’unisono
  • L’umanità, attraverso Cristo, tende verso lo splendore di un unico corpo, comunione di viventi, corpo mistico
  • La forza che unifica e crea corpo è lo Spirito Santo, l’amore puro
  • Ognuno di noi è chiamato a manifestare il segno della comunione, poiché lo Spirito di Cristo lavora incessantemente per realizzare una comunione universale
  • La sequela a Cristo dà origine a una dinamica di scioglimento psichico
  • Sottolineare la dimensione mistica del cristianesimo è fondamentale per apprezzare la straordinaria potenza liberatrice che essa racchiude
  • La dimensione psichica, dominata da uno spirito di inganno, può essere trasformata attraverso l’azione dello Spirito Santo, strumento di guarigione e purificazione, plasmando così un corpo spirituale che partecipa alla vita dell’uomo nuovo, del Risorto
  • Il significato spirituale del dogma della risurrezione della carne si riferisce al processo di purificazione e santificazione che lo Spirito Santo mette in atto in coloro che si predispongono già nella vita terrena, e non si limita esclusivamente alla dimensione post-mortem
  • Da Adamo (unione come innocenza) a Gesù (unione come consapevolezza)
  • Stirpe di Abele (anima contemplativa) e Gesù
  • Tonare allo stato creaturale ma con acquisita consapevolezza
  • Da stato di innocenza a stato di consapevolezza
  • Pienezza umana
  • Mandato universale
  • Tempo vettoriale
  • L’importanza dello spazio-tempo per il processo di trasformazione, acquisire la forma, la geometria che ci porteremo dopo
  • Silenzio che diventa grembo dell’ascolto
  • Nel Vangelo la morte è morte spirituale
  • Il Vangelo supera l’immagine del Dio giudice del Vecchio Testamento, introducendo quella di Dio come elargitore di vita. In questo contesto, il peccato non viene più considerato come una trasgressione da punire, una punizione divina, ma come una condizione di fragilità umana. Relazione e senso di responsabilità
  • Spalancare gli orizzonti aperti
  • Dilatare la percezione, i sensi spirituali, divenire canale, sciogliere gli ostacoli per lasciare che la grazia scorra
  • Vivere lo spazio-tempo, stare nello spazio-tempo ma consapevoli che il tempo appartiene all’eterno, il finito appartiene all’infinito
  • Spazio-tempo: dimensione necessaria, opportunità preziosa che ci è data durante la quale imparare a ricevere le in-formazioni, costruire la geometria che ci porteremo dopo la morte biologica
  • Spazio-tempo: un tassello necessario del percorso che spinge al compimento, ma bisogna poi distaccarsi per guardare oltre, spostarci da questa soglia
  • Vivere il cammino sulla terra come via di conoscenza delle dimensioni segrete del Cielo
  • Gesù ha raggiunto la pienezza umana, la consapevolezza di essere Dio in Dio accettando il limite, vivendo dentro il limite dello spazio-tempo
  • Leggerezza, sulle ali della grazia
  • Caldo/freddo, leggerezza/pesantezza: l’amore scioglie e riscalda, ciò che è freddo e pesante
  • La via dell’abbandono
  • Creazione/mondo, spirito di verità/spirito di inganno, spirito di luce /spirito di tenebra
  • Spirito di inganno, di menzogna, spirito del mondo
  • Affidarsi, uniformarsi, aderire
  • Dilazione/chiusura
  • Svuotarsi/riempirsi
  • Il Settimo giorno: gustare, contemplare, fermarsi
  • Stare lì dove siamo
  • Realizzare il proprio nome, il proprio mandato
  • Lasciarsi prendere, lasciarsi portare
  • Vangelo di Giovanni, vangelo mistico
  • I cieli non sono lassù, sono anche quaggiù: mondi trasversali
  • Il tempo appartiene all’eterno, il finito appartiene all’infinito
  • Eterno come stato della coscienza
  • Regno dei cieli: vita eterna, stato della coscienza
  • Ogni nostra azione porta il sigillo di ciò che siamo, tutto quello che tocchiamo porta la nostra impronta
  • Misticismo ebraico
  • Sanare le contraddizioni
  • Semi in noi che devono fiorire, tutto matura se noi lo mettiamo nel terreno dell’amore
  • Deserto, silenzio necessario per ritrovare la sorgente viva e lasciare che questa vada a irrorare per rimettere in sesto
  • Sentire questa presenza che opera e mette a fuoco, sentire i blocchi, senza condanna
  • Lo stare nella ricerca
  • La tensione che ci spinge
  • Cercare e trovare, mettersi in ascolto, in cammino
  • Cercare e farsi trovare: predisporsi
  • La tensione verso il Regno dei cieli: cuore del messaggio evangelico
  • Rinascere continuamente, farsi risplasmare
  • Mantenere viva la memoria del divino da cui proveniamo e a cui apperteniamo, riallacciare il cordone ombelicale
  • La beatitudine dell’Amore puro che diventa generativo in noi
  • Nozze di Cana: alludono alle nozze tra umanità e divinità
  • Maria: incarnarsi nella madre di Gesù di tutte le potenzialità della divina maternità
  • Maria piena di Spirito Santo, nuova pienezza umana
  • Gesù figlio di Dio, figlio della nuova generazione che ha inizio da Maria
  • In Maria, piena di Spirito Santo, la generazione umana incarna la generazione divina: nuova creazione. Figli di Dio
  • Spirito Santo come amore nel suo atto di amare
  • La morte della morte
  • Morte spirituale
  • La morte di tutto ciò che è morto, la rinascita come ritorno alla vita di ciò che era era morto.
  • L’era dello Spirito
  • Diventare custodi del Regno, testimoni dell’Amore
  • L’eterno nel tempo
  • Essere Corpo di Luce
  • Eterno nel tempo
  • Il tempo come attesa, mistero, soglia: tempo interiore, tempo dell’anima
  • L’eterno è qui, ora, nella piega del tempo che ci attraversa
  • Tempo che accoglie, custodisce, genera.
  • Diventare grembo

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