Antonella ha scritto un bel volume alla storia di Caino narrata nella Bibbia: Caino. Dramma del buio e della luce, Petite Plaisance, 2005.
Come premessa, vorrei sottolineare che nel pensiero di Antonella il Libro della genealogia di Adamo (vedi Genesi 5) fa riferimento al percorso storico, al cammino che l’umanità deve intraprendere per raggiungere il proprio compimento. Attraverso il susseguirsi delle generazioni, l’umanità si prepara al mistero dell’incarnazione.
Antonella evidenzia come Caino e Abele simboleggiano l’ambivalenza che esiste in ogni essere umano: due anime, due stati di coscienza. L’anima contemplativa, rappresentata da Abele, resta sempre presente sullo sfondo, incarnando ogni impulso di luce che rischiara la coscienza, una scintilla vitale del Logos che illumina l’umanità. L’Antico Testamento è ricco di figure in cui questo stato di unione si manifesta nuovamente. Antonella sottolinea come ogni volta che c’è qualcuno in ascolto, tale stato si attiva, la vita divina viene accolta e la grazia fluisce. Patriarchi e matriarche, profeti e profetesse, e tutti i grandi uomini e donne di cui il testo biblico racconta le imprese, possono essere visti come testimoni di questo stato di unione che riemerge, si sviluppa e si radica nella coscienza.
Nella visione teologica di Antonella, il concetto di “stato di caduta”, rappresentato dal dogma del peccato originale, si riferisce a una condizione della coscienza umana in cui l’individuo si percepisce come separato da Dio, vivendo nella dualità. Questo stato rappresenta un passaggio necessario che la coscienza deve attraversare. Per comprendere meglio la continuità tra l’Antico Testamento e l’annuncio evangelico, è essenziale esaminare alcune figure della Genesi, che fungono da collegamento, quali ad esempio proprio Caino e Abele. Analizzare questi passi offre una chiave di lettura che permette di cogliere la progressiva evoluzione del messaggio divino, culminante nel Nuovo Testamento.
Antonella spiega che Caino e Abele alludono a due diversi aspetti psichici che prendono a distinguersi. Qui sotto propongo una mia schematizzazione:
Antonella indica come la rivelazione rappresenti un lento illuminarsi delle coscienze verso una consapevolezza capace di incarnarsi. È la manifestazione concreta, qui e ora, della forza generatrice dell’amore divino, il progressivo svelarsi del Regno dei Cieli sulla terra. La rivelazione è il crescere della vita dello Spirito nel cuore della vita umana, un processo che richiede silenzio e un profondo ascolto interiore.